RSA - Aperta

RSA aperta è un servizio pensato da Regione Lombardia, a partire dall’anno 2014, a sostegno delle famiglie che, al domicilio, si prendono cura di anziani non autosufficienti. Il progetto si aggiunge ad altri già attivati da Regione Lombardia tra cui il servizio ADI presente già sui territori della nostra ATS di competenza.

La misura fu introdotta dalla D.G.R. n. 856/13, successivamente revisionata e confermata dalla D.G.R. n. 2942/14, è oggi regolata dalla D.G.R. 7769 del 17/02/2018.

Con tale delibera viene confermata l’intenzione di aiutare le famiglie e i suoi componenti fragili, attraverso il coinvolgimento attivo di soggetti già operanti nella rete dei servizi socio sanitari del I° pilastro del welfare (RSD, Residenze Sanitarie Assistenziali, Centri Diurni Integrati).

La misura riconosce la possibilità di erogare diverse tipologie di servizi, sia all’interno delle strutture, consentendo al target di utenza individuato, l’accesso anche per poche ore, sia all’esterno direttamente presso il domicilio delle stesse.

La misura:

A) si caratterizza per l’offerta di:

  • interventi di natura prioritariamente sociosanitaria, finalizzati a supportare la permanenza al domicilio
  • sostegno del mantenimento il più a lungo possibile delle capacità residue delle persone
  • rallentare, ove possibile, il decadimento delle diverse funzioni, evitando e/o ritardando il ricorso al ricovero definitivo in struttura
  • sostegno al caregiver nell’espletamento delle attività di assistenza dallo stesso assicurate, attraverso interventi mirati che non sono sostitutivi di quelli già garantiti dalla filiera dei servizi della rete consolidata (ADI, SAD, Centri Diurni Integrati, ecc.).

B) si rivolge a:

  • Persone con demenza: le forme di demenza senile e di decadimento cognitivo costituiscono una problematica avente un forte impatto per la famiglia che se ne deve fare carico, determinando un conseguente importante onere, sia assistenziale, che emotivo. Per poter attivare la misura Rsa aperta, la situazione di demenza deve essere certificata da uno specialista neurologo o geriatra, di una struttura pubblica o convenzionata.
  • Anziani non autosufficienti: età pari o superiore a 75 anni, con riconoscimento di invalidità civile al 100%. Se in una prima fase di applicazione di questa misura, Regione Lombardia aveva destinato tale intervento solo alla popolazione affetta da demenza, dal 2015 si estende il campo di applicazione anche a questa fascia, caratterizzata da altrettanta fragilità.

In entrambi i casi le persone devono disporre di almeno un caregiver familiare e/o professionale, che presta assistenza nell’arco della giornata e della settimana.

Il cittadino interessato alla misura deve presentare la richiesta direttamente alla RSA scelta, utilizzando il modello di richiesta che trova nel sito della Casa.

La RSA individuata dal cittadino svolgerà le primarie attività di preventiva verifica dei requisiti di accesso e di eventuali incompatibilità.

Tale attività viene effettuata entro 5 giorni lavorativi dalla data di presentazione della domanda completa di tutta la documentazione richiesta.

In caso di verifica positiva dei requisiti di accesso, la RSA effettua la valutazione multidimensionale al domicilio della persona, anche assicurando i necessari raccordi territoriali (MMG, Comune, ecc.). Tale valutazione multidimensionale sarà effettuata entro i successivi 10 giorni lavorativi.

È una struttura socio sanitario-assistenziale accreditata a carattere residenziale e semi residenziale che fornisce ospitalità e  servizi a persone con diversi livelli e condizioni di non autosufficienza.

È ubicato nel comune di Gorle in provincia di Bergamo in un’oasi di verde ed è stato inaugurato nel 1985.

La capacità ricettiva della Casa è di n° 62 posti letto ed è accreditata con DGR Regione Lombardia n. 470 del 09 luglio 2009. I posti letto accreditati sono 62, i posti letto a contratto sono 40.

Il Centro Diurno Integrato presente presso la Casa è accreditato con DGR Regione Lombardia n. 417 del 09 giugno 2004. I posti di Centro Diurno Integrato sono tutti accreditati e sono n. 30.

La casa si propone, con il servizio Rsa Aperta, di raggiungere le famiglie in difficoltà anche al loro domicilio, con interventi e prestazioni individualizzate e realizzate dai suoi professionisti: medici, infermieri, operatori d’assistenza Asa/Oss, educatori professionali, fisioterapisti, assistente sociale e psicologa.

L’Istituto Casa di Riposo Caprotti Zavaritt procede alla definizione del Progetto individualizzato di cura, con esplicitazione della durata (comunque normativamente non superiore ai tre mesi).

Il Progetto Individualizzato prevederà:

  • obiettivi, aree di intervento, tempi e figure professionali coinvolte.
  • sarà condiviso con la persona (o suo Amministratore di sostegno) e con il caregiver di riferimento e sottoscritto dagli stessi.

Sulla base dei bisogni rilevati e in coerenza col Progetto Individualizzato, la Residenza elaborerà il conseguente PAI, indicando gli interventi programmati, le figure professionali coinvolte, le modalità ed i tempi di attuazione.

Laddove la situazione clinico – assistenziale lo richieda, l’Istituto darà informazione del Progetto Individualizzato al Medico di Medicina Generale ed eventualmente al Servizio Sociale comunale.

Nel caso in cui alcune prestazioni extra Progetto Individuale di cura vengano erogate presso la RSA sono previste tariffe specifiche.

Saranno programmate delle rivalutazioni in base alle mutate condizioni del paziente ed eventualmente potranno essere apportate delle modifiche agli interventi, nell’ottica di offrire un servizio il più possibile personalizzato e vicino alle reali esigenze del paziente, seppur nel rispetto della normativa che disciplina la materia.

In accordo con la normativa di riferimento, gli interventi che si possono realizzare e che l’Istituto, con la sua

esperienza e con le risorse a sua disposizione, garantisce di poter attuare sono previsti in due diverse aree di interventi.

A) INTERVENTI PER PERSONE AFFETTE DA DEMENZA (gli interventi sono poi differenziati

in relazione al livello di gravità della malattia):

Valutazione Multidimensionale per accesso a misura

Rileva i bisogni delle persone e della famiglia, le condizioni socio – ambientali, le risorse attivabili (familiari e non), e oltre all’anamnesi clinica comprende la somministrazione delle scale previste per la rilevazione della gravità della malattia e lo stress del caregiver.

Interventi di stimolazione cognitiva

Si tratta di interventi specifici e individualizzati per ogni singolo soggetto, basati su tecniche mirate e differenziate. L’obiettivo è massimizzare le funzioni residue, attraverso l’utilizzo di tutte le risorse interne ed esterne disponibili, per mantenere il più a lungo possibile l’autonomia individuale (ROT o terapia di riorientamento nella realtà, il metodo Validation e il programma Our time, Gentle Care, ecc.).

Interventi di consulenza alla famiglia per la gestione di disturbi del comportamento

Si tratta di interventi consulenziali rivolti alla famiglia e finalizzati alla gestione del disturbo del comportamento della persona affetta da demenza.

Interventi di supporto psicologico al caregiver

Si tratta di interventi erogabili preferibilmente presso le strutture e finalizzati a sostenere il caregiver nella gestione delle dinamiche relazionali con il paziente affetto da demenza.

Ricoveri di sollievo

Si tratta di interventi erogabili in RSA, su posti letto accreditati non a contratto, finalizzati a dare  sollievo alla famiglia o in risposta a bisogni specifici. Nell’ambito della progettualità complessiva,  tali interventi vanno programmati in risposta ai bisogni specifici dei caregiver, tenuto conto della disponibilità di posti letto a livello territoriale. Rivestono un carattere di temporaneità e prevedono pertanto sempre il rientro al domicilio.

Interventi di stimolazione/mantenimento delle capacità motorie

Si tratta di interventi erogabili al domicilio e finalizzati alla stimolazione e al mantenimento delle capacità motorie, diversificati in ragione degli obiettivi che si intendono perseguire.

Igiene personale completa

È un intervento atto a garantire il benessere della persona affetta da demenza e che prevede il  supporto al caregiver nell’espletamento dell’igiene personale completa.

Interventi di sostegno in caso di disturbi del comportamento

Si tratta di interventi di sostegno erogabili al domicilio in presenza di disturbi del comportamento della persona.

Consulenza e addestramento alla famiglia/caregiver per l’adattamento e la protesizzazione degli ambienti abitativi

Si tratta di interventi erogabili dalle figure indicate, volti ad aiutare la famiglia a individuare soluzioni, adattando gli ambienti in funzione delle difficoltà/esigenze della persona affetta da  demenza. Hanno l’obiettivo di favorire l’orientamento dell’anziano nel proprio domicilio, garantire la sicurezza e facilitare il riconoscimento degli oggetti d’uso quotidiano.

Interventi di riabilitazione motoria

Si tratta di interventi erogabili al domicilio o in struttura finalizzati alla riabilitazione motoria.

Nursing

Sono interventi finalizzati ad aiutare i familiari/caregiver ad adottare le soluzioni atte alla gestione delle difficoltà legate all’assistenza quotidiana.

Interventi per problematiche legate alla malnutrizione/disfagia

Si tratta di interventi finalizzati ad aiutare i familiari/caregiver ad adottare le soluzioni atte alla  gestione di difficoltà legate alla malnutrizione/disfagia.

Centro Notturno Alzheimer

Il Centro Notturno Alzheimer è un nuovo progetto dedicato al paziente con diagnosi di demenza e disturbi del sonno, finalizzato al trattamento non farmacologico per giungere al ripristino del ritmo sonno-veglia ed al sostegno ai familiari caregivers.

B) INTERVENTI RIVOLTI AD ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

Valutazione Multidimensionale per accesso a misura

Rileva i bisogni delle persone e della famiglia, le condizioni socio – ambientali, le risorse attivabili (familiari e non), e oltre all’anamnesi clinica comprende la somministrazione delle scale previste.

Interventi per il mantenimento delle abilità residue

Si tratta di interventi che possono avere anche una valenza preventiva, diversificati in ambito educativo, psicomotorio, animativo, di arte terapia, danza e musicoterapia, finalizzati al  conservare il più a lungo possibile le capacità/abilità personali.

Consulenza e addestramento alla famiglia/caregiver per la protesizzazione degli ambienti abitativi

Si tratta di interventi erogabili dalle figure indicate, volti ad aiutare la famiglia a individuare soluzioni, adattando gli ambienti in funzione delle difficoltà/esigenze dell’anziano. Hanno l’obiettivo di favorire la mobilità e l’orientamento dell’anziano nel proprio domicilio

Consulenza alla famiglia/caregiver per la gestione di problematiche specifiche relative ad alimentazione

Si tratta di interventi finalizzati ad aiutare i familiari/caregiver ad adottare le soluzioni atte alla gestione di difficoltà legate alla nutrizione/alimentazione.

Consulenza alla famiglia/caregiver per la gestione di problematiche specifiche relative all’igiene personale

Sono interventi finalizzati ad aiutare i familiari/caregiver ad adottare le soluzioni atte alla gestione di difficoltà legate all’igiene.

Interventi al domicilio occasionali e limitati nel tempo in sostituzione del caregiver

Si tratta di interventi, non prevalenti rispetto al piano di assistenza, volti a favorire la permanenza delle persone al proprio domicilio e a supportare il caregiver in condizioni impreviste o occasionali.

È stata resa incompatibile la fruizione contemporanea di RSA Aperta e altre misure e/o interventi regionali e/o di altri servizi/unità di offerta della rete sociosanitaria, eccezion fatta per interventi di tipo ambulatoriale e prestazioni occasionali o continuative di soli prelievi erogati in ADI.

La fruizione di RSA Aperta risulta invece compatibile con altre misure nazionali o locali di carattere socioassistenziale (es. FNA, misura B2, SAD ecc.)

Sospensioni e interruzioni

Le interruzioni della misura inferiori ai 15 giorni non prevedono la sospensione della presa in carico Le interruzioni invece superiori ai 15 giorni comportano la formale sospensione della presa in carico, mentre interruzioni superiori ai 30 giorni prevedono la chiusura della presa in carico.

La presa in carico presso altre unità di offerta sociosanitarie prevede la chiusura del progetto.

La persona anziana

HA IL DIRITTO

  1. Di sviluppare e di conservare la propria individualità e libertà.
  2. Di conservare e vedere rispettate, in osservanza dei principi costituzionali, le proprie credenze, opinioni e sentimenti.
  3. Di conservare le proprie modalità di condotta sociale, se non lesive dei diritti altrui, anche quando esse dovessero apparire in contrasto con i comportamenti dominanti nel suo ambiente di appartenenza.
  4. Di conservare la libertà di scegliere dove vivere.
  5. Di essere accudita e curata, nell’ambiente che meglio garantisce il recupero della funzione lesa.
  6. Di vivere con chi desidera
  7. Di avere una vita di relazione
  8. Di essere messa in condizione di esprimere le proprie attitudini personali, la propria originalità e creatività.
  9. Di essere salvaguardata da ogni forma di violenza fisica/morale.
  10. Di essere messa in condizione di godere e di conservare la propria dignità e il proprio valore, anche in casi di perdita parziale o totale della propria autonomia ed autosufficienza.

La società e le Istituzioni

HANNO IL DOVERE

  1. Di rispettare l’individualità di ogni persona anziana, riconoscendone i bisogni e realizzando gli interventi ad essi adeguati, con riferimento a tutti i parametri della sua qualità di vita e non, in funzione esclusivamente della sua età anagrafica.
  2. Di rispettare credenze, opinioni e sentimenti delle persone anziane, anche quando essi dovessero apparire anacronistici o in contrasto con la cultura dominante, impegnandosi a coglierne il significato nel corso della storia della popolazione.
  3. Di rispettare le modalità di condotta della persona anziana, compatibili con le regole della convivenza sociale, evitando di “correggerle” e di “deriderle”, senza per questo venire meno all’obbligo di aiuto per la sua migliore integrazione nella vita della comunità.
  4. Di rispettare la libera scelta della persona anziana di continuare a vivere nel proprio domicilio, garantendo il sostegno necessario, nonché-in caso di assoluta impossibilità-le condizioni di accoglienza che permettano di conservare alcuni aspetti dell’ambiente di vita abbandonato.
  5. Di accudire e curare l’anziano fin dove è possibile a domicilio, se questo è l’ambiente che meglio stimola il recupero o il mantenimento della funzione lesa, fornendo ogni prestazione sanitaria e sociale ritenuta praticabile ed opportuna.
    Resta comunque garantito all’anziano malato il diritto al ricovero in struttura ospedaliera o riabilitativa per tutto il periodo necessario per la cura e la riabilitazione.
  6. Di favorire, per quanto possibile, la convivenza della persona anziana con i familiari, sostenendo opportunamente questi ultimi e stimolando ogni possibilità di integrazione.
  7. Di evitare nei confronti dell’anziano ogni forma di ghettizzazione che gli impedisca di interagire liberamente con tutte le fasce di età presenti nella popolazione.
  8. Di fornire ad ogni persona di età avanzata la possibilità di conservare e realizzare le proprie attitudini personali, di esprimere la propria emotività e di percepire il proprio valore, anche se soltanto di carattere affettivo.
  9. Di contrastare, in ogni ambito della società, ogni forma di sopraffazione e prevaricazione a danno degli anziani.
  10. Di operare perché, anche nelle situazioni più compromesse e terminali, siano supportate le capacità residue di ogni persona realizzando un clima di accettazione, di condivisione e di solidarietà che garantisca il pieno rispetto della dignità umana.

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